La pittura di Sri Chinmoy
Nel panorama variegato e complesso dell’arte contemporanea, un posto particolare occupa la pittura di Sri Chinmoy. Oltre che pittore, egli è maestro di meditazione, scrittore, poeta, musicista, atleta. Per quanto riguarda la pittura in particolare, Sri Chinmoy ha prodotto migliaia di opere, manifestando una prodigiosa creatività e un’inesauribile fonte ispirativa.
Volendo dare un posto alla pittura di Sri Chinmoy nella produzione artistica contemporanea, rispetto ai vari movimenti artistici che si sono succeduti negli Stati Uniti ed in Europa nella seconda metà del Novecento, si può senz’altro collocare la pittura di Sri Chinmoy nel vasto filone dell’arte informale, anche se questa collocazione rappresenta soltanto un generico punto di riferimento, avendo la pittura di Sri Chinmoy una sua speciale connotazione ed una sua completa originalità. Ricordiamo che l’arte informale, nata in Europa agli inizi degli anni cinquanta, è caratterizzata da un astrattismo immediato e spontaneo e da un’assenza di forma definita, in cui la macchia (tachisme), il tratto e la pennellata decisa e spontanea (action painting), costituiscono i mezzi espressivi fondamentali. Ciò che caratterizza l’arte informale è essenzialmente la spontaneità espressiva, l’andare oltre la mediazione ragionata della mente, il fare leva sulle componenti non razionali del nostro essere: istinti, impulsi, moti dell’anima. Ciò ha liberato la pittura da certi accademismi ancora forti nonostante l’azione antiaccademica delle varie avanguardie della prima metà del Novecento. Pur richiedendo l’arte informale una matura tecnica espressiva, la liberazione da certi tecnicismi tradizionali ha permesso lo sviluppo di una vasta produzione da parte di artisti di tutto il mondo, con risultati spesso di notevole livello artistico.
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Un Jharna Kala di Sri Chinmoy. |
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Un Jharna Kala di Sri Chinmoy. |
In alternativa, l'arte di Sri Chinmoy rappresenta una vera liberazione. La spontaneità della sua pittura, è la liberazione e la manifestazione della parte più pura e luminosa dell’animo umano. Le sue innumerevoli opere sono come una cascata inesauribile di luci e colori esprimenti bellezza, armonia, purezza. La sua arte attinge alla parte più profonda e alta dello spirito umano, quella parte che si ricollega direttamente alla fonte, alla luce divina presente in ogni essere umano.
Arte della Fonte (Jharna Kala) così il maestro ha definito la sua pittura, indicando con questo termine che la sorgente della sua ispirazione è la fonte degli esseri, il divino nella sua inesauribile e spontanea forza creatrice.
Il bianco della carta, terso e puro, fa da sfondo nei suoi quadri alle impronte di colore su di esso sovrapposte. Il colore emerge dal fondo bianco come da una fresca sorgente diventando musica, gioia profonda dell’anima. In alcune opere le impronte di colore sono rare, isolate, quasi sopraffatte dal bianco; questo, nel ricordare l’asciuttezza essenziale di certa pittura zen, sembra esprimere la semplicità scarna e profonda di ciò che precede le forme. Altre volte le sue opere sono un’esplosione di colori lussureggiante e zampillante, quasi un inno all’inesauribile divina forza creatrice. Ho visto dipingere Sri Chinmoy: il gesto deciso ed ispirato imprime sulla carta senza esitazione colori tersi e puri, senza ripensamenti, in una spontaneità che sgorga libera e gioiosa come una fresca sorgente di acqua limpida.
Scrive Sri Chinmoy: “I dipinti sono lì nel piano sottile, ma noi dobbiamo usare la pittura per manifestarli. E' come un fiume. Il fiume scorre giù dal piano sottile, in questo caso il piano creativo, e quando tocca la Terra, in quel momento prende forma e diventa esso stesso creazione".


