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Members L'Angolino Di Stefano La Meditazione e L'Arte.
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La Meditazione e L'Arte.

Da tempo volevo scrivere su internet tutte le mie scoperte personali sull'arte; sono solo mie sensazioni e chissà cosa ne penserebbe un grande yogi, o un vero artista, o uno studioso d'arte, se le leggesse... forse si metterebbe a ridere... pazienza (accetterei come giuste queste possibili risate)...

Ringrazio Dio un milione di volte per avermi fatto conoscere e capire un po' il significato dell'arte. "Un po" è importante, perché l'arte, come la meditazione, inizia dal piano terreno, cioè quello della consapevolezza normale e comune, ma s'invola in alto e poi non ha una fine, non s'interrompe a mezz'aria, ossia finisce quando sfuma essa stessa nella meditazione, la quale continua tranquillamente a viaggiare all'infinito.

sequoia
Thanks to: pdphoto

Definirei la meditazione, tra l'altro, anche come una forma d'arte, come la pittura, la musica, la poesia. Secondo Sri Chinmoy, mi sembra, Arte è qualsiasi forma espressiva fatta in modo curato, come crescita delle capacità, con, in e -consciamente o no- per l'armonia con sé stessi e con il mondo. Ad esempio, artista è un body builder, che si impegna quotidianamente, cura, perfeziona il proprio corpo, superando la sua imperfezione iniziale, creando in lui stesso una vera e propria opera d'arte. Secondo me le forme di arte "tradizionali" (pittura, poesia, musica...) hanno la caratteristica in più di ispirare subito, per loro natura e per nostra abitudine, un sentimento di bellezza estetica, di armonia interiore, di straordinarie capacità tecniche a volte; ed è per questo che "funziona" di più, cioè che "viene apprezzata" di più, e viene chiamata "arte vera e propria". Ma sono davvero d'accordo con Sri Chinmoy nel ritenere un'altissima ed ispirativa forma d'arte, qualsiasi lavoro positivo, armonioso, pieno di forza mentale e spirituale sana, creato dalla disciplina personale e dallo sforzo di auto-perfezionamento umano. In questo punto, trovano spunto riflessioni su di un'altro aspetto della filosofia di Sri Chinmoy, che vivo un po' sicuramente anch'io, tutti i giorni, nella mia meditazione: l'aspetto dell "auto-trascendenza", che si fonde con l'aspetto della bellezza spirituale dell'arte. Se scriverò una paginetta su questo argomento, troverete un link anche da qui... (non vi affollate troppo tutti insieme però, altrimenti si blocca internet!).

Che intendo dire con "l'arte diventa alla fine meditazione"? Per me la forma d'arte più sublime è la meditazione. Alcune importanti caratteristiche si trovano sia nell'una che nell'altra: la disciplina personale occorre ad un artista come ad uno yogi. Qualunque artista pratica intensamente la sua arte, giorno dopo giorno, per perfezionarla o anche solo per "scoprire", per portare le frontiere della sua ricerca ed espressività artistica sempre più avanti. Sri Chinmoy credo chiamerebbe "Dio" la meta di un tale artista, anche se questo fosse il più convinto tra gli atei. Non è che una questione di nomi, "Dio" è davvero la ricerca stessa, l'obiettivo ultimo di quell'artista, cioè il sublime, l'inconoscibile; o la sua ricerca e meta ultima sono Dio.
Anche allo yogi occorre la stessa disciplina, anche lo yogi perfeziona e cerca. Solo che lui cerca coscientemente Dio, e perfeziona sé stesso.
D'altra parte, lo Yoga è la scuola della ricerca del Sé; è chiaro ed inevitabile che cerchi coscientemente il sublime; è proprio il motivo per cui lo Yoga esiste, quello di ricercare il sublime coscientemente, senza essere distratto dalla ricerca estetica e di virtuosismo tecnico che l'arte non estremamente elevata si porta dietro. Lo Yoga cerca solo, direttamente e, soprattutto, coscientemente il sublime, e tiene conto coscientemente dei problemi, interni o esterni alla persona, che possono ostacolare questa ricerca.

Il mezzo della pittura è il colore, quello della musica è il suono; quello della meditazione è... il silenzio. Il silenzio non si trova dappertutto sulla Terra; di fatto, dovunque ci sia un essere umano o un animale, non c'è silenzio, precisamente perché insieme a quell'essere ci sono i suoi pensieri o emozioni agitati. Il silenzio di tutte le vibrazioni, su tutti i piani, ce l'ha solo un "professionista" dello Yoga. Il silenzio significa diventare un immenso flusso di energia, di dimensioni cosmiche. Altro che un fiume agitato di parole o pensieri o emozioni, che ci scorre accanto!

Un altro elemento di similitudine tra l'arte e la meditazione è la bellezza e la capacità di comprenderla, che non è per niente scontata ma anzi di solito va allenata, coltivata. Se si giudica una cosiddetta opera d'arte senza un vero allenamento alla bellezza sublime, si potrebbe persino definire opera d'arte un brano puramente commerciale e tecnicamente rozzo di musica leggera, o una statuina di plastica stampata, creata senza cura come souvenir. Per comprendere ad esempio la bellezza di una "vera" poesia, bisogna a volte leggerla e rileggerla, in modo che cessi di sembrarci simile alle previsioni del tempo e che riusciamo a cogliere le qualità artistiche essenziali -l'armonia (che può esprimersi magari come apparente disarmonia, per scelta del poeta), la bellezza interiore, la profondità, la purezza. Se osserviamo un vero yogi in meditazione, potremmo aver bisogno di molte ore, o giorni, di osservazione per capire o piuttosto sentire cosa sta facendo, in che "coscienza", cioè "dov" è, qual'è la sua -inevitabile- potente, solare, sorprendente bellezza (nonostante possa magari essere bruttissimo, secondo i canoni di "bellezza" dettati dalla semplice -e non artistica, perché non cerca il "sublime", ma un'energia più bassa- attrazione sessuale).

L'ultimo aspetto che mi viene in mente è quello della filosofia.
Lo yoga ha come "mezzo" il silenzio. L'arte, il suono, il colore ecc. Lo yoga e l'arte sono entrambi "supportati" dalla filosofia. Sri Chinmoy dice almeno in un suo discorso, che conosco bene, che la filosofia non è inferiore all'arte. Cosa intende? Secondo me questo: la vera filosofia è quella che sprofonda (o prende il volo) rispetto al piano del ragionamento comune e va nel piano del non-pensiero, cioè dell'energia spirituale. Ossia, la vera filosofia non è quella del ragionamento ma quella della serietà, pesantissima e profondissima, della "montagna" della consapevolezza del silenzio; e dell'intuizione.
Questa stessa filosofia è in grado di nutrire completamente l'arte e supporta notevolmente lo Yoga. Anche se mi viene da pensare che la meditazione, e quindi lo Yoga stesso, poi, vada ben oltre qualsiasi possibile filosofia, per quanto yogica e meditativa possa essa essere...

 

page created by Stefano Lanzalone last modified 2007-03-09 05:51 PM

Grazie Stefano

Posted by priyadarshan at 2007-03-09 05:52 PM
Questo e' uno degli articoli piu' belli che ho letto su questo sito. Molto introspettivo e profondo. Si sente che ci hai meditato sopra a lungo si questi argomenti... Grazie!

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