Musica d'Arte Contemporanea
Le mie prime vere e proprie esperienze di ascolto di musica 'colta contemporanea' (ottobre 06). Tutte le osservazioni che faccio di seguito sono molto 'fresche' e quindi, sono sicuro, hanno molto da 'maturare'... anche perché non ho studiato nulla di questa materia... tuttavia posso offrire qui ciò che sento su questa musica partendo dalla mia esperienza pratica di Yoga.
Dovrebbe sembrare strano che ad un (aspirante) musicista come me l’ascolto della musica contemporanea risulti nuovo; purtroppo essa è sconosciuta a moltissimi, perché occorre concentrazione e profondità per apprezzarla. Nei brani di mia sorella e di altri compositori contemporanei ho trovato, stupendomene grandemente, lo stesso tipo di ‘discorso’ musicale di brani rinascimentali, barocchi, classici o moderni, cioè un discorso umano ed allo stesso tempo sincero, cioè di introspezione; il compositore cerca di sviluppare e/o comunicare questo sentimento attraverso un brano con un inizio, uno sviluppo ed una fine. Anzi, diciamo meglio e più semplicemente, che il brano ha un suo sviluppo, una sua crescita, una sua anima.
La musica d’arte contemporanea è la ricerca della bellezza, dell’armonia, della spiritualità in un modo o nell’altro, della comunicazione profonda, che è secondo me il cuore vero di qualsiasi forma d’arte.
Noi facciamo esperienza di due tipi di realtà nella vita: le cose che vogliono andare verso l’esterno di noi, verso l’eccitazione e l’inconsapevolezza, e quelle che vogliono andare verso l’interno di noi stessi, verso la pace interiore e la consapevolezza.
Secondo me l’arte è tale solo quando compie una ricerca verso l’interno dello spirito (umano o universale...). Questa ricerca può anche a volte toccare o studiare (cioè fare l’esperienza di) aspetti distruttivi, inconsapevoli, oscuri, ma sempre di ricerca profonda; ma non può essere definita arte se si dirige semplicemente verso l’esterno della coscienza umana o universale, senza curarsi della ricerca, dell’approfondimento, cioè della consapevolezza.
In questo senso io personalmente non potrei mai definire arte qualsiasi musica ‘leggera’, cioè commerciale e/o creata solo per essere esteriormente piacevole o impressionante, e definisco arte qualsiasi musica di ricerca contemporanea, indipendentemente dal fatto che non sia immediatamente ‘riconoscibile’, immediatamente ‘orecchiabile’, immediatamente ‘piacevole’.
Piacevole, orecchiabile, riconoscibile, la musica d’arte contemporanea è, se ci meditiamo seriamente sopra e se è vera musica d'arte. Bisogna sentire l’accortezza della ricerca, la bellezza dei suoni, l’articolazione del brano nella sua interezza, la pienezza d’anima se c’è, e non fermarsi all’apparenza, dicendo: “E’ strana”, o peggio. Chi sa meditare dovrebbe meditare su questa musica prima di giudicarla. Ancora, secondo me l’arte non ha senso senza la spiritualità, che è l'essenza della meditazione, e la meditazione può essere definita una forma d’arte, almeno fino ad un certo (altissimo) livello; dopo immagino che essa vada molto al di là dell’arte. Ma questo bisognerebbe chiederlo ad un vero esperto di meditazione.

