Una volta prendevi il tre ruote...
Una volta era così: avevi voglia di uscire, prendevi il tre ruote ed andavi a Piazza di Spagna (a Roma)...
‘Una volta’ in realtà io avevo due anni o molto meno e quindi neanche mi sognavo di andare a Piazza di Spagna col trerruote. Ora ho 33 anni e vivo a Roma e non mi sogno di andare a Piazza di Spagna col tre ruote ancora di più. E con questo cosa voglio dire?
Oggi da queste parti (per ‘queste parti’ intendo la mia casa, cioè Roma) non c’è più spazio! Cinquant’anni fa era tutto silenzioso e spazioso, anche (persino) a Roma. Oggi, ahimé, non c’è più silenzio, non c’è più spazio!
Non c’è più neanche spazio economico-normativo effettivamente. Traduzione: per andare in giro in tre ruote (o l’Apina o come lo chiami) ci vogliono un mucchio di soldi! Assicurazione, manutenzione... e poi il centro storico è chiuso al traffico. Devi chiamare i vigili per sapere se si entra e in quali orari, ma al loro numero di telefono magari risponde una voce registrata che ti fa premere 5 o 6 tasti dopo 5 minuti di musichette poco rilassanti; poi dopo altri 5 minuti di attesa “per non perdere la priorità acquisita” –mamma quanto poco l’utente; ossia il ‘prossimo’; viene rispettato!- chiudi il telefono, accendi il computer, cerchi su internet il sito dei vigili, cerchi le informazioni... pagina giù, link su, caricare la pagina di qua, chiudere la finestra di popup di là. Poi Windows s’impalla! Internet: niente di più disordinato e stressante...
E poi c’è il traffico! Mi blocco sulla Casilina 30 minuti, impiego 15 minuti per trovare parcheggio e quindi nel giro di un’ora sono a Piazza di Spagna. Ma sono uno straccio e la mia gioia di visitare la mia città, sotto il cielo, si carica di un prezzo altissimo: mezza giornata di tempo e un fisico ed una mente un po’ distrutti.
Roma, bellissima Roma, meravigliosa città strapiena di storia, di umanità, di poesia, di spiritualità ...un tempo anche di natura...
Questo tafano delle automobili, un giorno ti lascerà libera? Via l’abnorme quantità di metallo e gomma, via l’aria avvolta da veleni, via l’asfalto nero, via il pericolo di vita nascosto in ogni strada, via lo stress, via la cattiveria della supremazia del più forte! Quando le automobili saranno un triste ricordo, un respiro sul Campidoglio sarà un nuovo respiro di vita, profumato di alberi e di luce del Sole!
E’ vero, anche il tre ruote è un’’automobile’... Meglio immaginare un’efficientissima rete di piccoli tram pubblici... senza automobili...
Non mi resta che rimanere nel giardinetto della mia casa e guardare il cielo e cantare spensierato e respirare l’aria fresca della sera, anche se un po’ fumosa... Il cuore si accontenta di poco per avere tutto!

