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Il Violino è Innanzitutto Arte

In questa pagina prendo spunto dal violino ma intendo tutta l’arte -anzi, solo l’Arte in generale, cioè qualsiasi forma di creatività piena di spiritualità.

Il violino è uno strumento d’arte. Così com’è oggi serve per produrre arte, non per il successo, non per lo svago, non semplicemente per occupare un posto d’onore nella storia della musica occidentale (posto che è in effetti un vero e proprio trono!).

Per me, la tecnica e il significato o valore storico di una composizione musicale, così come quelli di un’esecuzione, devono essere sempre lasciati in secondo piano rispetto all’aspetto puramente artistico. E’ anche evidente che, in modo speciale per la musica “classica europea”, quasi nessuno è in grado di fare Arte senza un lungo e sudato percorso di sviluppo delle proprie capacità tecniche ed espressive, ossia senza una scuola; ma il prodotto finale può e dovrebbe essere giudicato esclusivamente dal punto di vista artistico, anzi Artistico: è o meno espressione di un’elevata consapevolezza, intelligenza psichica, sensibilità (e tutto ciò che è incluso nella meditazione)?

Se un violinista produce Arte, non dovrebbe necessariamente porsi più di tanto il problema di fare qualcosa che abbia un valore nella storia della musica, un valore tecnico o virtuosistico -e tanto meno di avere successo nei confronti del grande pubblico.

Trovo interessante considerare le differenze tra il compositore e l’esecutore, di musica d’Arte. Il compositore di una musica per violino è paragonabile ad un pittore. L’esecutore della stessa musica ha un compito differente? La prima ipotesi è che l’esecutore sia tenuto ad “eseguire” la composizione, impersonalmente, per rendere effettiva la composizione, pur essendo obbligato a darle vita artistica con il suo personale senso artistico. La seconda: che l’esecutore possa interpretare la composizione ed esprimere, ossia creare arte in modo molto più libero e personale, diventando un po’ un co-compositore.

Per rispondere a questa domanda prendo subito in considerazione l’Arte. La mia idea è: l’esecutore è “tenuto” a fare Arte! E basta. L’Arte, se è tale, è benaccetta in qualunque sua forma ed in qualunque circostanza. Perché l’Arte –a differenza dell’arte- è sempre espressione di intensa consapevolezza umana profonda, di bellezza spirituale elevata, di dolcezza, di amore per la vita. Allora il problema per l’esecutore resta non più quello di eseguire la composizione meramente per compiacere il compositore o la storia o il pubblico, o meno, ma quello di produrre Arte anziché arte. Va notato che se la Purezza, l’Amore, la Pienezza d’Anima, la Consapevolezza interiore inondano la mente ed il cuore dell’esecutore-musicista, il problema è automaticamente risolto in modo positivo...

page created by Stefano Lanzalone last modified 2007-03-12 09:54 PM

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