Savino
Savino vive a Bari e si reca spesso a passeggiare o a correre in riva al mare, che ama molto...
| Savino, del Centro di Bari. |
Poesie del 2004
All’improvviso acuti trilli di rondini:
la primavera mi inonda
.........................................................................................................
Bianche vele scivolano
tranquille all’orizzonte:
così la mia vita vaga per i mari dell’esistenza
.........................................................................................................
Sono nel tuo enorme ventre
o balena dell’aria:
sto andando verso la mia Mèta,
e nessuna nuvola oscura la mia
sicurezza e la mia pace.
.........................................................................................................
Fiorellino novello di primavera,
la tua bellezza è fragile come la
purezza del mio cuore.
.........................................................................................................
Da lontano osservo il fiume
che incontra le onde del mare:
una finestra sull’eterno.
.........................................................................................................
Fiammate di papaveri
dappertutto nei verdi campi:
la mia corsa
se ne alimenta avidamente.
.........................................................................................................
Campanule, graziose campanule,
sento nel cuore il vostro suono argentino.
.........................................................................................................
Abbandonato su di te, madre duna,
sento la tua infinita possanza
e ammiro la bellezza del tuo vestito
ornato di pagliuzze splendenti di mica
e graziosi fiorellini.
.........................................................................................................
Passata la mareggiata,
il rumore delle onde tra gli scogli
si fa dolce e rasserenante,
ma, come la mia esistenza,
dopo una tempesta, le acque hanno bisogno di molto tempo
per tornare limpide.
.........................................................................................................
Una nuvoletta compatta di pulcini
corre sull'acqua del fiume
verso il richiamo della madre,
sfuggendo alla terrificante presenza di un cigno enorme.
.........................................................................................................
Nuvole di papaveri
incendiano i verdi campi:
Maggio risplende.
.........................................................................................................
I balestrucci
volteggiano fischiando
nell'aria tersa del mattino:
traiettorie di gioia.
I campi tavolozza di colori:
generosa primavera.
Un cuneo
di bianchi gabbiani
disegna una perfetta geometria
sull'azzurra lavagna del cielo.
la primavera mi inonda
.........................................................................................................
Bianche vele scivolano
tranquille all’orizzonte:
così la mia vita vaga per i mari dell’esistenza
.........................................................................................................
Sono nel tuo enorme ventre
o balena dell’aria:
sto andando verso la mia Mèta,
e nessuna nuvola oscura la mia
sicurezza e la mia pace.
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Fiorellino novello di primavera,
la tua bellezza è fragile come la
purezza del mio cuore.
.........................................................................................................
Da lontano osservo il fiume
che incontra le onde del mare:
una finestra sull’eterno.
.........................................................................................................
Fiammate di papaveri
dappertutto nei verdi campi:
la mia corsa
se ne alimenta avidamente.
.........................................................................................................
Campanule, graziose campanule,
sento nel cuore il vostro suono argentino.
.........................................................................................................
Abbandonato su di te, madre duna,
sento la tua infinita possanza
e ammiro la bellezza del tuo vestito
ornato di pagliuzze splendenti di mica
e graziosi fiorellini.
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Passata la mareggiata,
il rumore delle onde tra gli scogli
si fa dolce e rasserenante,
ma, come la mia esistenza,
dopo una tempesta, le acque hanno bisogno di molto tempo
per tornare limpide.
.........................................................................................................
Una nuvoletta compatta di pulcini
corre sull'acqua del fiume
verso il richiamo della madre,
sfuggendo alla terrificante presenza di un cigno enorme.
.........................................................................................................
Nuvole di papaveri
incendiano i verdi campi:
Maggio risplende.
.........................................................................................................
I balestrucci
volteggiano fischiando
nell'aria tersa del mattino:
traiettorie di gioia.
I campi tavolozza di colori:
generosa primavera.
Un cuneo
di bianchi gabbiani
disegna una perfetta geometria
sull'azzurra lavagna del cielo.

